Il drappo del Palio 2026 racconta l’anima di Torrita
Con la presentazione del drappo entra nel vivo anche il Palio dei Somari 2026, uno dei momenti più sentiti dalla comunità torritese in vista della corsa del 22 marzo.
L’opera, realizzata dall’artista senese Cecilia Rigacci, non è soltanto il simbolo della gara, ma un racconto ricco di significati che intreccia fede, identità e tradizione. Al centro della composizione emerge infatti il richiamo a San Giuseppe e al somaro, animale umile e instancabile che nel tempo ha accompagnato il lavoro dell’uomo e che qui diventa immagine di forza silenziosa, sacrificio e cammino.
Molto significativo è anche il riferimento all’arte dei falegnami, così viva nella cultura torritese. In basso compare infatti la pialla, simbolo che richiama il mestiere di San Giuseppe ma anche il valore della concordia: levigare le asperità del legno diventa, simbolicamente, un invito a levigare anche quelle dell’animo umano per ritrovare unione e armonia.
L’artista rafforza questo messaggio con l’iscrizione latina cum cordis, cioè con il cuore, che richiama l’idea di una comunità capace di ritrovarsi unita nei propri valori più profondi. A completare l’opera sono poi i richiami alle otto contrade, rappresentate come una trama di luce che avvolge la scena e la collega al cielo, alla storia e al futuro del Palio.
Il drappo diventa così molto più di un vessillo: è lo specchio di una comunità che si riconosce nelle proprie radici e che continua, anno dopo anno, a rinnovare il senso più autentico della propria festa.

