Torrita di Siena
Situata su un colle a 325 m s.l.m., Torrita, ridente cittadina della Valdichiana Senese, gode di una posizione privilegiata essendo collocata nelle immediate vicinanze del casello autostradale n.28 dell’A1, a pochi Km da Siena, Arezzo, Firenze e Perugia. Ha un territorio di 58 kmq ed una popolazione di circa 7000 abitanti. |
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Le prime tracce del nome “Turrita” risalgono ad un Codice Amiatino del 1037. Nel 1210 il Paese entrò a far parte dei possedimenti della famiglia Cacciaconti, grande casata senese da cui nacque anche Ghino di Tacco, il famoso “Brigante Gentiluomo” che si dedicò ai furti e alle rapine tanto da essere messo al bando dal Comune di Siena. A partire dal 1251, Siena procedette alla fortificazione di Torrita: la cittadina svolse così l’importante funzione di postazione difensiva situata a guardia sulla strada per Montepulciano. |
Torrita nel corso dei secoli ha subito varie evoluzione, prima fra tutte la trasformazione da villaggio a borgo circondato da mura e fortificazioni. Infatti, sotto il dominio della Repubblica di Siena, Torrita, insieme a Ciliano e Montefollonico, venne posta a baluardo in difesa dai confini dello Stato Senese nella secolare lotta contro i Fiorentini che avevano in Montepulciano il loro punto estremo di conquista. Il Castello di Torrita era protetto da una cinta murarua munita di torri e dotato di tre porte ancora ben conservate: Porta Gavina, Porta a Sole, Porta a Pago (solo nel XIX secolo venne aperta Porta Nova). |
Innumerevoli sono gli episodi bellici che videro sono gli episodi bellici che videro Torrita coinvolta nell’arco di tre secoli al fianco di Siena contro Firenze fino a che, nel 1554, dopo un selvaggio saccheggio da parte delle truppe Imperiali passò definitivamente sotto l’autorità fiorentina entrando a far parte del Granducato di Toscana. |
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In quell’occasione si narra che i Fiorentini catturarono un’anziana donna chiamata Nencia la quale venne obbligata a inneggiare il Duca di Firenze; ma lei, fedelissima alla Repubblica di Siena, inneggiò invece alla Lupa e per questo i soldati, tra molestie ed insulti, le inchiodarono mani e piedi alla Porta a Gavina (ancora esistente), dove Nencia continuò a gridare “Lupa,Lupa!” fino alla morte. E comunque c’è da notare che diversi cronisti dell’epoca si occuparono della resa del Castello di Torrita, sia per la posizione strategica avuta nel quadro dello scacchiere difensivo senese, sia per la fertilità delle sue campagne, le quali erano considerate “Il Granaio di Siena”. |
Torrita trasse beneficio dalle grandi opere di bonifica della Valdichiana realizzate dall’architetto Fossombroni per volontà dell’arciduca Pietro Leopoldo di Lorena nel corso del 1700, determinando un notevole aumento del territorio con conseguente maggiore produzione di derrate alimentari, |
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Oltre a Ghino di Tacco, Torrita ha dato i natali al celebre Fra’Iacopo da Torrita, francescano, restauratore dell’arte del mosaico del XIII Secolo e, in tempi più recenti, al famoso basso lirico Giulio Neri. |
