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ITALO “I VIAGGI DEL GUSTO 2015″

articolo di Marco Gemelli

A Torrita,
per il Palio dei Somari

La competizione, toscani, ce l’hanno nel dna. In questo caso, però, alla sfida (che c’è ed è entusiasmante) si accompagnano anche tanta ironia e voglia di divertirsi.
Merito dei ciuchini, che il prossimo 22 marzo, come ogni anno, saranno i primi a non prendersi troppo sul serio!

La distanza non è eccessiva, almeno in termini geografici, rispetto al Palio “principe” della tradizione toscana, quello che si corre due volte l’anno a Siena. Eppure sono sostanziali e numerose, le differenze con il Palio dei Somari che quest’anno va in scena Il 22 marzo a Torrita di Siena, nel cuore della Valdichiana. Rispetto ai più blasonati cugini del capoluogo, la storica sfida allestita per la festività di San Giuseppe coinvolge otto contrade – le quattro porte dell’antico castello medievale (Porta a Pago, Porta a Sola, Porta a Gavina e Porta Nova) e i quattro rioni del paese (Stazione, Refenero, Le Fonti e Cavone)- anziché dieci. Cambiano poi i protagonisti a quattro zampe: i destrieri sono infatti asini, simbolo della dedizione al lavoro e della dura fatica che in quest’angolo di Toscana hanno un valore quasi sacrale. Fortis humilisque è il motto del paese.

Battaglieri per tradizione

L’aria di festa riempie il paese già da inizio marzo, con le bandiere delle contrade che colorano le strade, ma è dalla settimana che precede il Palio che i volontari dell’associazione San Giuseppe organizzano balli medievali, duelli tra arcieri e cavalieri, esibizioni di falconieri, giocolieri e cantastorie, spettacoli degli sbandieratori e dei tamburini, mentre vengono aperte le quattro taverne gestite dalle contrade che servono le specialità locali, dai pici alla bistecca di chianina. Dopo il banchetto propiziatorio e la benedizione del palio, sin dalla mattina di domenica gli occhi di tutta Torrita sono concentrati sullo spiazzo del Gioco del Pallone esterno alla cinta muraria del paese, dove arriva il corteo storico partito dalla chiesa di Santa Flora e Lucilla e formato da figuranti con abiti del ‘400. Nel primo pomeriggio vengono abbinati gli asini alle contrade e il Palio può iniziare: si gareggia a coppie di due, con quattro batterie eliminatorie e una finale con le migliori cinque. Nei tre giri della pista il branco di somari (letteralmente…) si dà battaglia non sempre con l’obiettivo di tagliare per primo il traguardo: tra chi trotterella avanti e indietro, chi si ferma a riposare e chi preferisce disarcionare il fantino, risate e colpi di scena sono garantiti. Nessuno si prende troppo sul serio – altra grande differenza rispetto a Siena – e alla fine lo spirito resta leggero e conviviale nonostante la rivalità, come in ogni borgo toscano, sia scritta nel dna e sia cementata da secoli di battaglie. Lo si evince dall’assetto stesso di Torrita di Siena, in fondo circondato dalle colline della Valdichiana, il paese è a tutti gli effetti l’evoluzione urbanistica di un castello fortificato, con le case, le chiese e i luoghi di socialità che si sono moltiplicati intorno e funzionalmente ad esso. Le testimonianze del suo passato sono ben visibili nella piazza principale, dove trovano posto il palazzo Comunale, la Torre, il teatro degli Oscuri (XVIII sec.) e la chiesa tardoromanica delle sante Flora e Lucilla. Un passatodi battaglie e assedi, quello di Torrita, che ha lasciato i segni anche nella tradizione culinaria: caratteristico di queste zone è infatti – oltre alla vacca chianina e ai pici – il pane scuro di farina della Chiana, senza sale e capace di conservarsi a lungo. Appena fuori dai confini di Torrita c’è poi l’antico borgo di Montefollonico, roccaforte medievale circondata da mura duecentesche e dalle tipiche viuzze strette e contorte.

Ghino di Tacco e la Nencia
Ad affascinare il viaggiatore sono soprattutto le stradine del centro, inclusa quella dedicata al leggendario brigante del XIV secolo Ghino di Tacco, le arcate e i vicoli che collegano le diverse porte di Torrita; ognuna di esse ha una storia che la rende unica. Basti pensare a Porta a Gavina, dove nel 1544 venne giustiziata – inchiodata al legno della porta stessa – un’anziana donna del posto,la Nencia, colpevole di essersi rifiutata di sottostare al giogo dei conquistatori fiorentini e tedeschi. Oppure a Porta a Pago, da cui fuggirono i trecento archibugieri che componevano il presidio senese posto a difesa del paese, abbandonando Torrita al suo destino.

 

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PROGRAMMA DEL PALIO DEI SOMARI 2015

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Contrada Porta Nova: Concorso Fotografico “Ivo Pieri”

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TORNANI NUOVO PRESIDENTE DELLA SAGRA SAN GIUSEPPE

 

ELETTO IL PRESIDENTE FOSCO TORNANI: UN GRADITO RITORNO

Nella seduta del 6 ottobre 2014 è stato nominato dal Comitato Associazione Sagra San
Giuseppe di Torrita di Siena a ricoprire la carica di presidente il Sig.Fosco Tornani.

Un gradito ritorno negli scranni dell’Associazione che organizza il Palio dei Somari;
Tornani di fatto ha già ricoperto la carica nel periodo novembre 2006-giugno 2009.

Il Presidente Tornani accettando la carica ha ringraziato tutti i membri del Comitato,
augurando un proficuo lavoro organizzativo già in vista del Palio di marzo 2015, 58°edizione.

 

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Banchetto Medievale della Primavera

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Domani sera vi aspettiamo alle Taverne!

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Anteprima web… il Giornalino della 57^Edizione del Palio dei Somari

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Cos’è il Palio di Torrita?

La risposta più semplice? E’ una corsa di somari, che si svolge al Gioco del Pallone, la prima domenica dopo il 19 Marzo, durante la quale 8 contrade si battono per vincere un drappo, il Palio appunto. Non sempre però la risposta più semplice è quella giusta e soprattutto non è quella che tutti darebbero.
Per noi Contradaioli però il Palio è qualcosa di più di una corsa… Per noi, l’aria di Palio si fa sentire già dai mesi precedenti, quando iniziamo a programmare tutti gli eventi della settimana più attesa dell’anno: cosa fare per la cena propiziatoria, il menù, le comparse, le prove dei vestiti e le riunioni, che in questo periodo, diventano sempre più frequenti. Anche solo sentire suonare i tamburi in lontananza, durante le prove o vedere le bandiere attaccate ai lampioni fa venire i brividi e noi Torritesi iniziamo subito a pensare a quanto manca al periodo tanto atteso.
Una delle cose, che ci rende più felici è vedere come si trasforma Torrita durante questo periodo: si riempie di mille colori, delle bandiere e dei manifesti ed è come se si risvegliasse dopo un lungo letargo.
Questa festa è una delle poche cose che unisce la maggior parte di noi torritesi indipendentemente dall’età o dalla contrada, perché, nonostante le varie simpatie o antipatie, tutti partecipiamo agli eventi con la voglia di divertirci, cantare e ballare insieme e magari anche festeggiare.
Anche in mancanza di vittoria, quando ripensiamo alla settimana passata siamo sempre soddisfatti, soddisfatti di aver contribuito a realizzare forse l’unico grande evento annuale di Torrita. Anche se la vita di contrada richiede sacrifici, molta disponibilità e altrettante rinunce, alla fine siamo come una grande famiglia che, a volte bisticcia, ma soprattutto si diverte, cercando di arrivare all’obbiettivo che accomuna tutti e così quando entriamo in sede ci sentiamo veramente come se fossimo a casa nostra.

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Siete tutti invitati alla 57° Edizione del Palio dei Somari

Un piccolo assaggio su cosa è la nostra festa e su cosa vi aspetta a Torrita…

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2° torneo di tamburello tra Contrade